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Raggio di sterzata camion: dimensioni di legge e spazio in curva

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Founder & Developer · Pubblicato il · Reading time: 11 min di lettura

CamionRaggio di sterzataFascia di ingombroCodice della StradaDXF
Stampa della fascia di ingombro di un autocarro a due assi, con punto di riferimento e scheda tecnica del veicolo, su una cartellina appoggiata al cofano; sullo sfondo il cancello del lotto e un camion
Stampa della fascia di ingombro di un autocarro a due assi, con punto di riferimento e scheda tecnica del veicolo, su una cartellina appoggiata al cofano; sullo sfondo il cancello del lotto e un camion · Immagine illustrativa, generata con IA

Il raggio di sterzata di un camion non dice se il mezzo entra nel piazzale. È una proprietà del veicolo, misurata a sterzo tutto girato su un cerchio costante; quello che decide il progetto è la fascia di ingombro, la superficie che l’intera sagoma copre lungo la manovra reale. Per un accesso o un piazzale servono tre cose: le dimensioni che l’art. 61 del Codice della Strada fissa per ciascuna classe, che cosa è davvero la corona circolare di 12,50 m e come si passa dalla scheda tecnica del costruttore a una verifica disegnata in scala.

Dimensioni massime di camion, autoarticolati e autotreni

L’art. 61 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), rubricato sagoma limite, fissa le dimensioni massime di ogni veicolo compreso il suo carico:

ClasseLunghezza totale maxLarghezza maxAltezza max
Veicoli isolati, esclusi i semirimorchi12 m2,55 m (2,60 m per i veicoli ATP)4 m
Autoarticolati e autosnodati18,75 m, con idoneità certificata al trasporto intermodale strada-rotaia e strada-mare2,55 m (2,60 m per i veicoli ATP)4 m (4,30 m per gli autobus e i filobus di linea urbani e suburbani)
Autosnodati e filosnodati adibiti a servizio di linea su itinerari prestabiliti18 m2,55 m4 m (4,30 m per i servizi urbani e suburbani)
Autotreni e filotreni18,75 m, secondo le prescrizioni tecniche stabilite dal Ministro2,55 m (2,60 m per i veicoli ATP)4 m

L’articolo contiene tre precisazioni che vanno lette per esteso: gli autobus e i filobus destinati a servizi pubblici di linea urbani e suburbani circolanti su itinerari prestabiliti arrivano a 4,30 m di altezza (comma 1 lett. b); i veicoli per il trasporto di merci deperibili in regime di temperatura controllata (ATP) arrivano a 2,60 m di larghezza, escluse le sporgenze dovute ai retrovisori purché mobili (comma 4); i veicoli e i complessi di veicoli equipaggiati con cabine allungate o con dispositivi aerodinamici rispondenti ai requisiti di omologazione previsti dalla normativa europea possono superare le lunghezze totali dell’articolo, nel rispetto di quanto prescritto al comma 5; quei dispositivi, quando ritratti o piegati, non devono superare di oltre 20 cm la lunghezza totale del veicolo o del complesso che ne è privo (comma 1 lett. c).

A monte c’è l’allegato I della direttiva 96/53/CE (testo consolidato al 14 agosto 2019), che al punto 1.1 fissa le lunghezze massime autorizzate in 12,00 m per il veicolo a motore diverso da un autobus, 12,00 m per il rimorchio, 16,50 m per l’autoarticolato e 18,75 m per autotreno e autosnodato; il punto 1.2 fissa la larghezza massima in 2,55 m, elevata a 2,60 m per le sovrastrutture di veicoli condizionati, e il punto 1.3 l’altezza massima in 4,00 m. Sono i massimi europei, non i limiti italiani. Il D.P.R. 495/1992 art. 216 lega i 16,50 m a due condizioni sull’avanzamento dell’asse della ralla: non oltre 12,00 m rispetto alla parte posteriore del semirimorchio e non oltre 2,04 m rispetto a un punto qualsiasi della parte anteriore. Se manca anche una sola delle due, il limite scende a 15,50 m.

Dimensioni di un camion a 3 assi e a 4 assi: la legge non conta gli assi

L’art. 61 classifica per tipo di veicolo, non per numero di assi. Un autocarro a 3 assi e uno a 4 assi sono entrambi veicoli isolati e hanno lo stesso tetto: 12 m, 2,55 m, 4 m. Una sagoma limite dice che cosa può circolare; non dice in quanto spazio quel veicolo gira, e infatti nell’art. 61 non compare alcun raggio. Le misure che servono alla verifica sono passo, sbalzo anteriore, sbalzo posteriore, carreggiata e diametro di volta, e stanno sulla scheda tecnica dell’allestimento che userà davvero l’accesso.

Raggio di curvatura, raggio di sterzata e spazio occupato in curva

Tre grandezze diverse:

TermineChe cosa indicaTrappola
Raggio di curvaturail raggio di una linea del disegno, per esempio il cordolo internoda solo non dice se il veicolo passa
Raggio di sterzata, diametro di sterzatail cerchio più stretto che il veicolo percorre a sterzo tutto giratole schede stampano un diametro: letto come raggio raddoppia il raggio che attribuisci al veicolo; un raggio letto come diametro lo dimezza, ed è l’errore che disegna una curva impraticabile
Fascia di ingombrola superficie che la sagoma copre lungo la manovradipende dalla manovra, non solo dal veicolo

La fascia ha due bordi, e nessuno dei due è l’asse del veicolo. Il bordo esterno è lo spigolo anteriore esterno, che con lo sbalzo anteriore sporge oltre la traccia delle ruote sterzanti. Il bordo interno non è lo spigolo posteriore: è la ruota posteriore interna, all’altezza dell’asse, il punto in cui il veicolo si avvicina di più all’interno della curva. È lì che si decide se il cordolo viene salito o se il pilastro del cancello regge.

C’è poi la fase che un cerchio non contiene: nessuno porta lo sterzo a fine corsa in tempo zero, e nell’arco di transizione tra rettilineo e curva lo spigolo anteriore esterno esce oltre il fianco del veicolo. È il fenomeno che il punto 1.5 bis dell’allegato I della direttiva 96/53/CE misura sugli autobus, con il limite di 0,60 m rispetto al piano verticale tangente al fianco. Verificare solo l’arco a sterzo tutto girato lascia questa fase fuori dal conto.

Perché i 12,50 m non sono il raggio di sterzata di un camion

Il comma 5 dell’art. 61 rimanda: "ai fini della inscrivibilità in curva dei veicoli e dei complessi di veicoli, il regolamento stabilisce le condizioni da soddisfare e le modalità di controllo". Quelle condizioni sono nel D.P.R. 495/1992 art. 217, rubricato "Inscrivibilità in curva dei veicoli - Fascia d’ingombro": ogni veicolo a motore, o complesso di veicoli, compreso il relativo carico, deve potersi iscrivere in una corona circolare di raggio esterno 12,50 m e raggio interno 5,30 m, e per i complessi va verificata anche l’inscrizione entro la zona racchiusa dalla curva di minor raggio descritta dal veicolo trattore. Il legislatore chiama fascia d’ingombro la corona stessa, in un senso più stretto di quello usato qui e in progettazione.

È una prova di omologazione, non un raggio di progetto, e il testo lo dice in due punti. Il comma 3 dello stesso art. 217 stabilisce che "le condizioni di inscrizioni e le possibilità di transito sono definite da tabelle di unificazione approvate dal Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C.". E il punto 1.5 dell’allegato I della direttiva 96/53/CE riferisce la prova al veicolo in movimento: "ogni veicolo a motore o veicolo combinato in movimento deve potersi iscrivere in una corona circolare dal raggio esterno di 12,50 m e dal raggio interno di 5,30 m". Il punto 1.5 bis aggiunge, per gli autobus, che entrando in linea retta nella superficie circolare nessuna parte del veicolo deve discostarsi di più di 0,60 m dal piano verticale tangente al lato esterno tracciato a veicolo fermo: è il fuori sagoma dello sbalzo anteriore.

Usare i 12,50 m come raggio di una curva significa quindi mettere il peggior caso di omologazione al posto del veicolo reale, che gira in molto meno e occupa una banda, non una linea. Nello stesso calderone finisce il raggio di volta di 13,00 m della tabella S.9-5 del Codice di prevenzione incendi: riguarda l’accesso dei mezzi dei Vigili del fuoco all’attività, non il camion di consegna, e lo spiega l’articolo sull’accesso dei mezzi di soccorso.

Dalla scheda tecnica al disegno: un esempio

La scheda tecnica Iveco dell’Eurocargo ML180E28, datata 15/05/2011, mostra come il dato si presenta davvero. Alla voce Diametro minimo di volta la tabella DIMENSIONI riporta un valore per ciascun passo: con passo 3690 mm stampa 13190 mm, cioè un raggio di circa 6,60 m. Tre cose vanno lette insieme alla cifra.

  1. È un diametro. Usato come raggio raddoppia il raggio che attribuisci al veicolo; un raggio letto come diametro lo dimezza, e la curva che ne esce è impraticabile.
  2. La scheda non dice dove è misurato: non compaiono né "tra cordoli" né "tra pareti", e le uniche note della tabella riguardano gli specchi, la cabina lunga e il tetto alto. Resta un diametro non specificato, da trattare come tra cordoli, cioè sulla traccia delle ruote, senza il muso che sporge: è l’ipotesi prudente, perché obbliga ad aggiungere lo sbalzo anteriore. Leggere come tra pareti un valore misurato tra cordoli è l’errore pericoloso: il veicolo modellato gira più stretto di quanto giri davvero.
  3. Il costruttore avverte che "i dati riportati sono indicativi e non vincolanti", e la scheda è quella di un allestimento a 2 assi del 2011. Non è un veicolo di progetto: rappresenta quel modello, con quel passo.

Lo stesso documento dà, riga per riga, ciò che serve: "X Passo", "K Lunghezza max", "Y Sbalzo posteriore", "C1 Carreggiata anteriore" e "C2 Carreggiata posteriore". E poiché il diametro cambia con il passo, il parametro che comanda non è la portata: è il passo.

Sullo sbalzo posteriore serve un’ultima nota: quando lo sterzo entra, la coda ruota verso l’esterno rispetto alla traccia delle ruote posteriori, e contro il pilastro o il muro non arriva la ruota, arriva la carrozzeria.

Verificare il passaggio in curva, passo per passo

L’analisi delle fasce di ingombro online segue sempre gli stessi passaggi.

  1. Caricare la planimetria: estratto di mappa, planimetria o ortofoto, come immagine o PDF, in PathSweeper.
  2. Calibrare la scala: marcare una distanza nota, per esempio la larghezza quotata della carreggiata, e inserirne il valore.
  3. Scegliere il veicolo: senza registrazione ci sono quattro veicoli standard, tra cui un autocarro a 2 assi, che bastano per la fattibilità. Per il mezzo reale si usa l’editor di veicoli personalizzati, con passo, sbalzi e larghezza dalla scheda tecnica. Creare e salvare veicoli personalizzati è gratuito con un account e puoi modificarli in qualsiasi momento; per usarne uno in un progetto ti serve il Pass Progetto di quel progetto o il Pass Annuale.
  4. Inserire il valore della scheda tecnica: il campo accetta cinque forme, "Diametro di sterzata, tra cordoli", "Diametro di sterzata, tra pareti", "Diametro di sterzata, non specificato (trattato come tra cordoli)", "Raggio di sterzata esterno, tra pareti (ad es. il cerchio normativo di 12,50 m)" e "Raggio interno (ruota posteriore interna)". Si sceglie quella che corrisponde alla dicitura della scheda, senza convertire a mano. Se la scheda non dichiara dove è misurato il valore, si usa la forma non specificata: il valore viene trattato come tra cordoli, che è l’ipotesi prudente, mentre leggere come tra pareti un valore misurato tra cordoli farebbe girare il veicolo modellato più stretto di quanto giri davvero. La forma che cita il cerchio normativo serve per confronto: quei 12,50 m restano un limite di omologazione.
  5. Disegnare la traiettoria: dalla strada dentro l’accesso, come si guiderebbe davvero, con Marcia avanti o Retromarcia. Nelle Impostazioni di disegno la Modalità di sterzata distingue Sterzata in movimento, con le ruote che sterzano gradualmente mentre il veicolo avanza (modalità Pro), da Sterzata da fermo, con le ruote a fine corsa prima del movimento. Sono ipotesi di manovra dell’app, non la corona circolare dell’art. 217.
  6. Leggere la fascia di ingombro: la superficie coperta appare in tempo reale. Le Tracce delle ruote mostrano dove passa la ruota posteriore interna, il Margine sulla sagoma aggiunge il margine di sicurezza che decidi tu.
  7. Esportare il risultato: in PNG o JPEG per gli allegati, con il Pass Progetto anche in DXF o DWG. Prima conviene collocare un punto di riferimento su un elemento riconoscibile nel disegno CAD, per esempio lo spigolo di un edificio: diventa l’origine (0,0) del file.

Errori ricorrenti

  1. Usare la corona circolare come raggio di progetto. I 12,50 m dell’art. 217 sono un limite di omologazione, non il raggio di un camion.
  2. Misurare la fascia sul bordo sbagliato. Il vincolo interno è la ruota posteriore interna all’altezza dell’asse, non lo spigolo posteriore.
  3. Dimensionare sul numero di assi. Due autocarri a 3 assi con passo diverso occupano larghezze diverse nella stessa curva.

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Domande frequenti

Non esiste un valore unico, perché non è una proprietà della categoria ma del singolo mezzo: dipende da passo, sbalzi, larghezza e angolo di sterzata massimo. Il dato lo pubblica il costruttore, e quasi sempre come diametro, non come raggio. La scheda tecnica Iveco dell’Eurocargo ML180E28 (15/05/2011), per esempio, riporta alla voce Diametro minimo di volta 13190 mm con passo 3690 mm, cioè un raggio di circa 6,60 m, e stampa un valore diverso per ciascuno degli otto passi disponibili. La stessa scheda avverte che i dati sono indicativi e non vincolanti. Il numero del costruttore è il punto di partenza: lo spazio necessario in curva è la fascia di ingombro, che dipende anche dalla manovra.

L’art. 61 del Codice della Strada non classifica i veicoli per numero di assi. Un autocarro a 3 assi e uno a 4 assi sono entrambi veicoli isolati e hanno lo stesso tetto di legge: lunghezza totale non eccedente 12 m compresi gli organi di traino, larghezza non eccedente 2,55 m esclusi i retrovisori purché mobili, altezza non eccedente 4 m. Il numero di assi non fissa una lunghezza e non fissa un raggio di sterzata. Le misure che servono a una verifica, cioè passo, sbalzo anteriore, sbalzo posteriore, carreggiata e diametro di volta, stanno sulla scheda tecnica dell’allestimento che userà davvero l’accesso.

L’art. 61 comma 2 del Codice della Strada fissa per autoarticolati e autosnodati una lunghezza totale non eccedente 18,75 m, ferma restando l’idoneità certificata dei rimorchi, o delle unità di carico, al trasporto intermodale strada-rotaia e strada-mare e il rispetto degli altri limiti del regolamento; gli autotreni e i filotreni non devono eccedere 18,75 m in conformità alle prescrizioni tecniche stabilite dal Ministro. Il massimo europeo dell’allegato I della direttiva 96/53/CE resta 16,50 m per l’autoarticolato e 18,75 m per l’autotreno. Il D.P.R. 495/1992 art. 216 consente i 16,50 m agli autoarticolati in cui l’avanzamento dell’asse della ralla rispetto alla parte posteriore del semirimorchio non supera 12,00 m e rispetto a un punto qualsiasi della parte anteriore non supera 2,04 m; se una sola di queste condizioni manca, la lunghezza non può superare 15,50 m. Larghezza 2,55 m, o 2,60 m per i veicoli ATP a temperatura controllata; altezza 4 m.

No. Il D.P.R. 495/1992 art. 217, rubricato Inscrivibilità in curva dei veicoli - Fascia d’ingombro, impone che ogni veicolo a motore o complesso di veicoli, compreso il relativo carico, possa iscriversi in una corona circolare di raggio esterno 12,50 m e raggio interno 5,30 m. È una prova di omologazione: il punto 1.5 dell’allegato I della direttiva 96/53/CE la riferisce al veicolo in movimento, su cerchio costante, e il comma 3 dello stesso art. 217 stabilisce che le condizioni di inscrizione e le possibilità di transito sono definite da tabelle di unificazione approvate dal Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C. Descrive quindi il limite che ogni veicolo omologato rispetta, non il raggio con cui si disegna una curva, e non la superficie coperta entrando e uscendo da una curva reale.

Si parte dalla scheda tecnica, non da una formula. Il costruttore pubblica un diametro minimo di volta: va verificato se la cifra è un diametro o un raggio e, se è un diametro, dimezzata prima di usarla. Va poi verificato dove è misurata, tra cordoli, cioè sulla traccia delle ruote, oppure tra pareti, cioè sui punti più sporgenti della carrozzeria. La scheda Iveco dell’Eurocargo ML180E28, per esempio, non lo dichiara: quando il dato manca, il valore va trattato come tra cordoli, che è l’ipotesi prudente, perché lascia fuori il muso e obbliga ad aggiungerlo. Leggere come tra pareti un numero misurato tra cordoli è l’errore pericoloso: il veicolo modellato gira più stretto di quanto giri davvero. Il valore così ottenuto descrive un cerchio costante a sterzo tutto girato. Lo spazio che serve davvero lo dà la fascia di ingombro della manovra reale, disegnata sulla planimetria con passo, sbalzi e larghezza del veicolo.

Un blocco DWG generico vale per la combinazione di veicolo e curva per cui è stato disegnato, e prima di riusarlo vanno cercate nel file due informazioni: quale veicolo rappresenta e dove è misurato il raggio. Se non ci sono, il blocco non è verificabile. Conviene generare la manovra sulla propria planimetria e portarla in CAD: in PathSweeper si calibra la scala, si disegna la traiettoria e si esporta il risultato in DXF o DWG, con la fascia di ingombro, l’asse della traiettoria e le sagome del veicolo su layer separati. Prima di esportare si colloca un punto di riferimento su un elemento riconoscibile nel disegno CAD, per esempio lo spigolo di un edificio: diventa l’origine (0,0) del file. L’esportazione in PNG e JPEG è gratuita; l’importazione DWG/DXF e l’esportazione DXF e DWG fanno parte del Pass Progetto.

Fonti e riferimenti

  1. Codice della Strada, art. 61: sagoma limite (testo in vigore dal 6-8-2022) — Normattiva
  2. D.P.R. 495/1992, art. 217: inscrivibilità in curva e corona circolare 12,50 m / 5,30 m — Normattiva
  3. D.P.R. 495/1992, art. 216: lunghezza degli autoarticolati e sbalzi dal perno di ralla — Normattiva
  4. Direttiva 96/53/CE, testo consolidato al 14 agosto 2019, allegato I: dimensioni massime autorizzate — EUR-Lex
  5. Iveco Eurocargo ML180E28, scheda tecnica del 15/05/2011: tabella DIMENSIONI, diametro minimo di volta — Iveco S.p.A.

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